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high tech

Ultrabook a colpi di ribasso

Vanno sempre più assottigliandosi cercano più “appeal” con l’utente e sono sempre più leggeri e funzionali.
Sono tutti quei processori che devono fare i conti con la popolarità dell’i-pad di Apple e che come dice il titolo devono giocare al ribasso. E Intel in questo senso non sta giocando per niente, anzi; un portatile in lega di alluminio con una tecnologia per quanto si dice, superiore a quella dei tablet investirà il mercato a fine anno a poco più di 500 dollari.

Ricapitolando: un nuovo design di processore, e l’intento di convertire il 40% dei portatili consumer in utrabook entro la fine del 2012. Intel riuscirà a fare le scarpe a Apple? A mio avviso non è con la potenza che si riesce a superare il grande immaginario che ruota intorno a un prodotto. Forse tra pochi anni non useremo neppure più le tastiere, il computer come lo conosciamo ora sarà l’umile famulo di un androide che riesce a far tutto, e che può essere portato senza fatica in ogni dove. Allora a che pro fare un pc ultrasottile ed ergonomico che sia, con una tecnologia più potente? E il ribasso conferma questa ipotesi.

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Discussione

Un pensiero su “Ultrabook a colpi di ribasso

  1. Credo tu abbia colto in pieno: é inutile continuare ad investire su tecnologie “stand-alone” quando é palese che il trend universale é quello di spostarsi sul “mobile”.
    É chiaro, almeno a mio avviso, che uno smartphone/tablet non potrà mai sostiture (almeno in maniera comoda) quella che è una classica postazione da ufficio, ma è altresì vero che per i profeasionisti di oggi di qualunque settore è sempre più importante avere “a dietro” tutto quello di cui si disporrebbe in ufficio o a casa vale a dire email, lettore pdf, visualizzatori di documenti office ecc.
    Inoltre con l’avvento del Cloud computing spinto in maniera pesante dai molti dei colossi IT (Google, Apple, Microsoft stessa e vmware) non si vede quale sia la necessità di aumentare le prestazioni di un portatile quando questo effettuerà la maggior parte delle elaborazioni su un computer remoto!
    Basta considerare il tanto atteso Chrome Os che punterà quasi ad azzerare la presenza di software installato in locale in favore di un’elaborazione e dello “stoccaggio” delle informazioni su un server remoto.
    Io onestamente credo che l’impiegato/a non vedrà mai trasformarsi più di tanto la propria postazione di lavoro.
    Comunque sia viva la ricerca, vivo lo sviluppo che fà sempre innovare la tecnologia e questo, almeno in teoria, dovrebbe permetterr di abbasare i costi e rendere disponibili le tecnologie anche a chi non ha alte capacità economica.
    Sulla corsa al ribasso, di cui la casa di Cupertino non è certo una delle maggiori portavoci, si potrebbero spendere tante parole cercando ad esempio di capire perchè un prodotto nuovo che non si discosta molto dalla versione precente e che non ha funzionalità che dispositivi concorrenti hanno, costi sempre circa la stessa cifra quando i costi di produzione sono sempre più bassi.

    Pubblicato da Roddo | 31 maggio 2011, 18:35

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